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martedì 23 agosto 2016

Chiavare a Parigi

Henry Miller, "Tropico del cancro". L'opera è un sobrio e per nulla monotono resoconto della vita degli artisti (soprattutto stranieri) nella Parigi degli anni '30. Nel romanzo vengono affrontate tematiche tuttora attuali quali "chiavare", "bere, mangiare e chiavare" ed infine "chiavare lavorando poco". Oltre a resoconti sulle sue personali avventure, il Miller si dedica ad aspetti quali l'igiene delle prostitute e le varietà disponibili (africane, francesi, nord europee), trovando anche lo spazio per deprecare le rasature (femminili) intime complete. L'opera del Miller rimane lievemente ancorata a particolari temi (cfr. "chiavare", "scopare", "fottere"), nonostante egli provi a variare l'ambientazione ed i personaggi secondari (Boris, Tania, Van Norden, Carl, Fillmore). Si evidenziano infine, in alcune parti del libro, riflessioni sul valore della vita a prescindere dal chiavare che, a nostro giudizio, rovinano lo spirito dell'opera stessa. Se ne riporta una, a titolo di esempio
Appartenevano a quella categoria di invididui incolori [...]. Nulla li distingueva dalle zolle su cui strofinavano le scarpe. Erano degli zeri, in tutti i sensi della parola, cifr che formano il nocciolo di una cittadinanza rispettabile e deplorevole. Mangiavano con capo basso ed erano sempre i primi a chiedere il bis. Dormivano profondamente e non si lamentavano mai; non erano né allegri né tristi. Gli ignavi, insomma, che Dante relega nel vestibolo dell'Inferno. La crema

sabato 15 febbraio 2014

Collezionare libri è da borghesi

Avere in casa una libreria è da borghesi. O meglio, avere decine e decine di libri in casa è da borghesi. E da arroganti.

Avere una grande libreria in casa è da borghesi perché equivale a dare un messaggio a chiunque entri in casa: posso permettermi di comprare tanti libri. Questo è anche il motivo per cui è una pratica da arroganti: annunciare, appena dopo essersi salutati, che si sta entrando nella casa di una persona che ama la cultura. Maggiore il numero di libri, maggiore la mia cultura. Maggiore il numero di libri, maggiore la soggezione che dovrebbe provare chi entra in quella casa.

Poco importa che, come spesso accade, molte decine di quei libri non siano mai stati letti. Poco importa che possano avere lo spessore culturale di uno dei capitoli di Fast and Furious.
"Vedo che ti piace Ken Follett"
"Sì, ovviamente i primi libri sono i migliori ma li ho comunque tutti"
Un colpo al cerchio ed uno alla botte.

Parlando con alcune persone sembrerebbe che l'azione più importante associata ad un libro, al giorno d'oggi, sia l'acquisto, non la lettura. Il posizionamento nella libreria, non il piacere derivante dalle scorrere delle pagine.

La parola arrogante associata al concetto di "possesso di libri" non vi piace? Provo a riformulare l'idea: collezionare libri è un modo patetico per cercare di appropriarci della cultura. Quante volte avete riletto un libro? Quante volte avete almeno sfogliato un libro della vostra libreria dopo averlo letto già una volta? Provate a fare qualche calcolo rispetto al numero totale di libri che possedete e vi accorgerete voi stessi di quanto poco abbia senso stoccare centinaia di pagine nelle vostre case.

Qualcuno mi risponderà "ma, Andrea, a me piace vedere una bella libreria in casa mia". Perfetto, lo comprendo. Si tratta di senso estetico, però, non di cultura.

Un allevamento di acari ben avviato. O un modo per riempire una parete di casa.

Regalate i vostri libri alle biblioteche, regalateli agli amici, ai parenti, ai colleghi. Lasciateli sul treno. Solo nel momento della separazione capirete veramente quali sono i vostri libri fondamentali. Non lasciate i libri nelle vostre librerie. Un libro è fatto per essere letto, non per essere osservato e spolverato una volta a settimana.

“If I read as many books as most men do, I would be as dull-witted as they are.” Thomas Hobbes

martedì 9 agosto 2011

Come on, smile, Patrick (Bateman)


Leggi American Psycho e pensi a quello che una persona disturbata può arrivare a fare. Con lo stomaco che si contorce provi a finire le frasi, a girare le pagine sperando che la fine del capitolo sia vicina.

Alcuni passaggi di "American Psycho" potrebbero non essere adatti ad una parte del pubblico; il disgusto provato leggendo "Crash" di James Ballard, comunque, rimane imbattuto. 
Leggi American Psycho e pensi a come l'elenco maniacale dei marchi dei prodotti (siano essi vestiario, cibo o tecnologia) rappresenti una critica al nostro modo di vivere.

giovedì 25 settembre 2008

Compiti per le vacanze: elenco libri da leggere


Ce l'ho fatta: ho trasferito da delicious a anobii tutti i libri che intendo leggere.

Adesso non mi rimane che compiere la titanica, poliglotta missione.

martedì 14 agosto 2007

L'impero dei draghi

Titolo: L'impero dei draghi
Autore: Valerio Massimo Manfredi
Anno: 2005
Voto personale: 6
La citazione: "La volpe ha molti trucchi. L'istrice solo uno, ma buono."
Note: ho preferito di gran lunga "Lo scudo di Talos". Potrebbe piacere agli amanti del wuxia.

venerdì 10 agosto 2007

Kurt Vonnegut - Mattatoio N.5

Titolo: Mattatoio N. 5 - Slaughterhouse-five
Voto personale: 7 e mezzo
La citazione: Dio mi conceda la serenità di accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio di cambiare quelle che posso e la saggezza di comprendere sempre la differenza.